…parlo di sogni, che sono figli di una mente vagabonda, pieni soltanto di vana fantasia, fatta di una sostanza tenue come l’aria e più incostante del vento, che anche adesso corteggia il gelido seno del nord, poi si irrita e fugge via tornando al sud stillante di rugiada…

martedì 1 settembre 2009

Preghiera a me stesso.

Io sono infine colui che entra in me. Io sono infine la mia anima. Io sono infine il mio tempio. Io sono infine Cattedrale e Riposo. Sono infine luce e soggiorno di pensieri. Sono io il lume indagatore sul volto del passato, e voce testarda sul richiamo del futuro. Sono il cielo nel cuore: purpureo, malizioso. Sono maliconia, io, figlio, io, amore, io, Io, io. Sono tutto e il niente è dentro il tutto, che infine sono io.
Sono infine benedizione e pietra. Sono infine io, ancora buio, ancora sonno. Sono infine morte. Io sono infine colui che si guarda da fuori, e con testa inclinata, macina pensieri sul suo alter ego sporco del dubbio.

Oppure no?

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