…parlo di sogni, che sono figli di una mente vagabonda, pieni soltanto di vana fantasia, fatta di una sostanza tenue come l’aria e più incostante del vento, che anche adesso corteggia il gelido seno del nord, poi si irrita e fugge via tornando al sud stillante di rugiada…

domenica 31 agosto 2008

Inquietudine

Vorrei solo morire, morire, morire, ma lo fanno già tutti.

(S.Benni - California Crawl)

domenica 17 agosto 2008

Per te...

Ho ripreso a sorridere e a guardare in faccia l’amore.
Buon giorno Teddy. Ti Amo.

sabato 16 agosto 2008

Pechino 2008 (Apertura Giochi)

:) per quanto si parli di propaganda e di ipocrisia è stata una bella cerimonia... grandiosa... cinese....

Promo Enzo Celli 2008

I have not words

Magnolia

mmm -.-° significati nascosti della canzone?

MA SE VUOI, SE TU VUOI, TRA FANGO E NEVE FANGO E NEVE IMPAZZIRò... :D

venerdì 15 agosto 2008

vibrazioni negative

Mi tremano le mani, ho paura che le tue parole siano vento, che mi scappino, che tu mi scappi, che sia tutto una bugia, che non sia per nulla vero, questa notte insieme, questi baci... l'ennesimo sogno. Mi tremano le mani, ho la voce rotta e le lacrime agli occhi, mentre le tue labbra si confondono alla mia pelle morbida, ai tuoi respiri. Mi tremano le mani e ho tanta di quella paura da voler urlare e lasciar predere, da rinunciare e farmi sconfiggere anche stavolta, di poter dire mi hai battuto, su qualcosa, qualcuno che era mio, sul quale avevo lottato, sul quale avevo sputato sangue. Tanto rumore per nulla. Tante lacrime per poi affogare da solo. Ci vuole tempo per essere felici, ma c'è anche bisogno di un noi, e non si vede tutto questo, non lo sento, sei distante, a momenti, sembri di altri pianeti, per quanto tu mi dica che sei mio. Io sono tuo. E la mia disperazione non riesce a farti capire il vero sognificato delle parole, che per me non sono cosa da poco. Un nome nel buio vuol dire che siamo solo noi due i beneficiari di quel tesoro. Ma poi che perde significato, allora possiamo anche chiudere qui il suo scrigno, gettare la chiave e se vuoi falla racccogliere a lui, che tanta tenerezza è pronto a darti, che tanta bontà manifesta, che tanta maturità dimostra. Ci vuole tempo per essere felici. Io non ci riesco a trovare la via, cosa devo fare? Devo rinunciare a te? Devo smettere di sperare? Perchè non capisci che per me era importante quel segreto? Era la nostra chiave. Eravamo noi. Insieme.
La serratura si è rotta, e io sono rimasto chiuso fuori. la cosa più triste è che tu sembri in compagnia mentre io non ho nessuno. Si, è vero, sono triste, tanto, troppo. E il prezzo da pagare è alto se dovessi prendere qualche decisione.
Ci vuole tempo per essere felici, mi tremano le mani ora.

giovedì 14 agosto 2008

cuor di mela

ho trovato un segreto per strada, stanotte.
- Non rischierò di nuovo che mi venga rubato...

mercoledì 13 agosto 2008

a doppia mandata

Ho chiuso il mondo fuori stanotte, l'unica ancora per il razionale, ancora e sempre lei: la foglia sul mio muro, ormai l'unico elemento rimasto in piedi dopo la tempesta di quest'ultimo periodo, che puzzava di rivoluzione e di pulito.
Ho chiuso il mondo fuori stanotte, oppure l'ho chiuso dentro, e mi sono preso il mio spazio, e ho vagato per le mie terre, in mezzo al nulla, in mezzo alla moltitudine, di pensieri sbagliati, giusti, improvvisati. Ho chiuso il mondo fuori/dentro per ricoverare il mio spirito, per cercare pace, nel sonno, nelle parole, nella meditazione, nell'amore. Analizzando ogni singolo elemento della lista trovo spiegazioni plausibili a tutto, e la cosa mi sorprende visto che in genere non trovo mai soluzioni, e mi sorprendo di essere sorpreso, poichè mi reputo e mi reputate una persona prevedibile, anche se non è vero fino in fondo.
Ho chiuso il mondo fuori/dentro e mi sono dedicato a me stesso, a ciò che provo, all'amore, che è imbestialito, sminuito, metallico, acido, freddo, musicale, dolce, carezzevole, malato, morboso, geloso. Poi ho preso una pò di parole, le ho soppesate, ho cercato di ri-infilarle addosso a chi stavano meglio, ma non ha funzionato, ormai non sono più mie, le ho allontanate, per sempre, basta vezzeggiativi che poi vengono rubati, io alle parole ci tengo, sono la mia forza, e se mi vengono tolte, è come se mi venisse sdradicato qualcosa dal fondo, è come se fossi stato tutto il tempo dentro una placenta, e qualcuno, da fuori, ci avesse infilato il dito per vedere se la temperatura gli fosse gradevole o meno. Ho raggiunto i miei sogni e mi sono svegliato facendo gesti inconsueti, come se stessi continuando a vivere il sogno da sveglio. Un'unica frase mi rimbomba in testa: "La differenza razionale ed estetica per la quale abbiamo la capacità di sorprenderci ancora davanti al cielo". Ancora parole, visto?
Termino in fine con la delicatezza della meditazione, demolizione dell'ego e flagellazione della materia celebrale: il raggiungimento della pace, il mattino all'alba del polo nord, dopo sei mesi di buio. Inutile, ci torno sempre, è il mio destino, il mio karma, la mia condanna la mia felicità.

martedì 12 agosto 2008

ogaraeyeno|oneyearago

avevo promesso di non pensarci più te l'avevo promesso eppure eccomi qui a scrivere ancora di un dolore ormai putrido. un anno fa... addio

domenica 10 agosto 2008

stella cadente

Voglio vestirmi di vento, annullare le forme del corpo, muovermi nel niente, toccare l'aria, sprofondare nelle lenzuola bagnate di noi, giocare ad inseguirci per una vita.
Voglio vestirmi di te, riempire il mio corpo folle dei tuoi pensieri irrazionali, godere delle tua dita che mi cercano, mi indicano, mi scoprono, suonano gli archi del mio intelletto, cadere in un fosso di sussurri e aliti affamati.
Voglio vestirmi di una vita pulita e fresca, lavare la vecchia, porto di malinconia, delirio, paura, pausa di pensiero inutile, superficiale, bacio di troppe bocche, troppe salive amare.
Voglio vestirmi di notte e dormire con te.

venerdì 8 agosto 2008

La solitudine dei numeri primi

"Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l'aveva mai detto. "
(La solitudine dei numeri primi - Paolo Giordano)
__________
Se davvero si è destinati a incontrarsi, o almeno a riconoscersi e mai toccarsi, allora è vero che è tutta una fregatura. A questo punto preferisco incantarmi e fare l'eremita. O danzare fino allo sfinimento.

There's no place like home!


Non c'è posto come casa. E guardando avanti, inseguo il mio futuro.

sono la notte


Dico due parole nel silenzio del sonno.
- Le senti?

domenica 3 agosto 2008

Questo è vivere.

Ho smesso di dire di me ho smesso di scoprirmi ho smesso di parlare dei miei problemi ho smesso di urlare al mondo chi sono perchè sono dove sono ho smesso di dovere ho smesso di potere ho smesso di danzare ho smesso di piangere ho smesso di soffrire ho smesso di godere ho smesso di ridere ho smesso di bagnarmi sotto il getto freddo di un acqua sangiunante ho smesso di guardarmi indietro ho smesso di amare ho smesso di odiare se mai ho odiato ho smesso di desiderare ho smesso di uccidere ho smesso di scrivere ho smesso di denunciare ho smesso di salutare ho smesso di dimenticare ho smesso di credere ho smesso di dormire ho smesso di sognare ho smesso di tacere ho smesso di baciare ho smesso di vedere ho smesso di sperare ho smesso di spendere ho smesso di parlare ho smesso di attendere ho smesso di vivere eppure sono ancora qui a scrivere la mia vita ancora qui a parlare ancora qui a denunciare i miei pensieri costretti in una mente laboriosa e fantasiosa e claustrofobica e ancora troppo tristi per poter essere veri e condivisi vorrei solo poterlo dire che non sento più nulla che sono apatico stanco vuoto debilitato sfruttato deluso malato mendicante morto negro vile infelice ucciso assassino sangiunante lobotomizzato crudo sciatto libero unico esotico estremo banale fisico mentale verde appassito quadrato meditabondo leggero slegato metodico inutile giovane molle addormentato vecchio finto duro additato drogato marcio povero tarpato mutilato monco regredito infantile ritardato reale magico
Sentirsi tutto questo in un solo istante e il suo contrario.

sabato 2 agosto 2008

neumeno

Non credo che tu abbia mai smesso di amarlo, e mai lo farai. Ma allora io che ci faccio qui? mi sembra di essere un alibi al suo ricordo, una immagine di pensiero sbiadito che puo non farti scordare. Questo sento, questo è... forse. Capisco il dolore ma non cpaisco la causa. Nonostante questo non posso chiederti di dimenticare. Lo so. Ti chiedi se ti ama perchè tu ami a tua volta, allora nulla è cambiato, tranne la sua assenza fisica dalla tua vita. sono contrariato, sono sconvolto, sono turbato, eppure dici di non preoccuparmi, di essere sorridente, di essere mite. Questa cosa dove sta andando a finre? Mi sento libero, questo è vero, voglio sentirmi libero, non voglio sentirmi in colpa per nessuna delle cose che penso o faccio ora ed in futuro. Non ha senso. Forse non ha senso neppure questo scritto, eppure l'ho segnato, l'ho fissato, l'ho voluto fermare per dire ancora una volta che ci sto male, che soffro, e questo non va bene, non è giusto, perchè di rivoli vivi ne ho visti di più copiosi dei tuoi. Senza nulla togliere alla sofferenza altrui. é tutto

sono contrariato....


... e non capisco perchè... dovevo aspettarmelo.
sanguino in silenzio.

Alda Merini

Il suo sperma bevuto dalle mie labbra
era la comunione con la terra.
Bevevo con la mia magnifica
esultanza
guardando i suoi occhi neri
che fuggivano come gazzelle.
E mai coltre fu più calda e lontana
e mai fu più feroce
il piacere dentro la carne.
Ci spezzavamo in due
come il timone di una nave
che si era aperta per un lungo viaggio.
Avevamo con noi i viveri
per molti anni ancora
i baci e le speranze
e non credevamo più in Dio
perché eravamo felici.

Genesi

Vorrei un figlio da te che sia una spada
lucente, come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue e che risolva
più quietamente questa nostra sete.
Ah, se t’amo, lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo
e fiorita son tutta e d’ogni velo
vo scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.
Ma il mio cuore, trafitto dall’amore
ha desiderio di mondarsi vivo.
E perciò dammi un figlio delicato,
un bellissimo, vergine viticcio
da allacciare al mio tronco, e tu, possente
olmo, tu padre ricco d’ogni forza pura
mieterai liete ombre alle mie luci.
Alda Merini