…parlo di sogni, che sono figli di una mente vagabonda, pieni soltanto di vana fantasia, fatta di una sostanza tenue come l’aria e più incostante del vento, che anche adesso corteggia il gelido seno del nord, poi si irrita e fugge via tornando al sud stillante di rugiada…

giovedì 29 gennaio 2009

La Grazia Madre

Freddi visitiamo gli occhi degli altri, cerchiamo passioni distinte, estinte, umide, uniche, eppure osmotiche.
Viviamo parole come storie lette in romanzi d'appendice, narranti di intimità disilluse e follie curate da medicinali sognati.
Aspiriamo carni tagliate dalla neve, con braccia come rami avvizziti, giochiamo a ridere delle disgrazie di mondi parcheggiati accanto al nostro, in attesa di fare la spesa al supermercato.
La Grazia Madre infligge carezze ai meno meritevoli, che sono tutti noi. E cedendo la vita, parlo di te, che cedi la vita a chi cede il proprio corpo per molli frasi politicizzate e un lavoro precario. I tuoi ricordi restano, la tua pelle cambia, la polvere moltiplica i suoi acari, le parole della carta molle, invece, puzzano di ipocrisia, di cose dette e non pensate, di falsità ingurgitate come latte acido, come miele caldo e nauseante, come te, carne nera dentro la bocca dei miei baci mai dati. Mai dati. Mai voluti dare. Mai. E il resto lo leggerò nella prossima uscita di questo schifoso feuilleton. Ma è solo fantasia. E cedendo lo sguardo e la schiena vado a studiare amarezze distanti da ciò che è per me davvero amaro. Freddi visitiamo gli occhi degli altri, inabissandoci nel gelo delle loro cornee, ma non temendo l'assideramento, bensi il fuoco dell'inferno. Leggere l'anima di chi ci sta accanto, ci farà bruciare.

sabato 17 gennaio 2009

Cello Suite

Braccio. Ancora braccio. Contro braccio. Contrazione. Testa. Veloce. Ancora più veloce. Pausa. Ansimo.
Sembra la storia più porno che ho, come dicono i NVCC. E la tengo in serbo per quando tornerai, per quando sarai, saremo. Dentro una camera. Sul tappeto. Per terra. Respiro. Braccio. Veloce. Corri corri! Ma siamo all'esterno. Sono fuori, al freddo e il mio viso è impassibile agli aghi dell'inverno, il sangue non esce se vengo punto, solo congela e si ritira verso l'interno. Adoro questa cosa che faccio. Quale? Questa? Non la vedi? Non sembra nemmeno mia, da quanto mi paice, quasi mela (me la) invidio. Divertente, vero? Di sicuro pacifico. Il mare. No. Questa cosa. Io. Braccio. Testa. Veloce. Ancora più veloce. Sempre ancora più. Il primo. Con un bastone piegato. Con te che incastri la tua testa tra le mie gambe. Con i guanti bucati. E' tutto. E' una stanza. E' una musica nuova eppure già sentita. E' un entra ed esci da una cornice. Proviamo a farlo. Ansimo.
Sembra la storia più porno che ho, come dicono i NVCC. E la nascondo fin'allora.
E intanto... Creo.

SUPERBIA! EGOISMO! ILLUSIONE! e ancora SUPERBIA. però è divertente la Superbia del non essere superbi, o magari esserlo e credere i non esserlo, pur continuando a credere nell'umiltà, e misurare ogni parola per non sembrare Superbi, ma sapendo la verità.
I migliori orgasmi li ho avuti masturbando la mia mente.

giovedì 15 gennaio 2009

The catcher in the rye.

L'acchiappatore nella segale. O meglio conosciuto come Il Giovane Holden. Un grande libro.
Leggetelo, se potete.
Intanto io ho ancora preoccupazioni, ma un nuovo trentaellode. :P
Magari le prime spariranno con il tempo, a furia di scrivere. A furia di non voler pensare.
Perchè se penso di non pensare, finisco per pensare troppo, e invece pensando, penso a ciò che non devo pensare. Che delirio. Maledetto delirio. Folle delirio. Delirante delirio. Parole.

Lascio spazio a Salinger:
Questo è il vero guaio. Non puoi mai trovare un posto bello e tranquillo, perchè non esiste. Puoi credere che esista, ma quando ci arrivi, il momento ceh volti gli occhi, viene qualcuno di soppiatto e scrive "cazzo" proprio sotto il tuo naso.

domenica 11 gennaio 2009

truth fishing in sardinia

eppure c'è qualcosa di strano. me ne accorgo. lo so.

tanto la verità viene sempre a galla. ed io sono pronto a pescarla. anche perchè io ho la coscienza pulita, quindi so che quel che faccioè fatto con intenzione.

mah... quanti assilli. magai cerco altre scuse, e basta.

mercoledì 7 gennaio 2009

un giorno di pioggia andrea...

cantando sotto la pioggia... cantando sotto la pioggia... in mano i miei sogni, pallidi, smorti, putrefatti nella mia mente. E un Libro. Con la speranza di un futuro diverso da quello sperato, ma sempre meglio di niente, direte voi. NO. Non è meglio di niente, non è meglio per niente.
In ogni caso cosa vuol dire tutto questo? Che ho lasciato l'intercalare "fondamentlamente" per sostituirlo con "in ogni caso". AAn... Ottima scelta Andrea. Molto mene faccio di un nuovo intercalare usato a sproposito, se mi trovo più volte al giorno a pensare: ma cosa voglio dalla mia vita? Che depressione deprimente. E basta. Sei una lagna. Peggio di Demian di sicuro. Che si lamenta delle cose più sciocche.
E sei anche in ritardo. Muoviti! in ogni caso (notate bene l'utilizzo a sproposito!!!) non mi resta che andare a prendere un pò d'acqua. Ci penserò domani, al mio domani.

lunedì 5 gennaio 2009

La malattia

notte insonne e pensieri vaganti. questo mi resta di 5 ore di non sonno. vaneggi continui e freddo. il naso mi cola. l'erezione che mi batte dentro le mutande, mi fa venire voglia di toccarmi o di strusciarmi. o di penetrarti con forza. di farti urlare. magari di piacere. di godere. con te. da solo. con me. di avere un orgasmo. autoerotismo. gioia momentanea. allungo la mano. sono solo le quattro del mattino. sono sempre le quattro del mattino anche mezz'ora dopo. ed io nel vuoto del mio letto creo. immagini di una danza nuova. ipotassi del movimento. si può parlare di movimento e comunicazione verbale. la domanda. la risposta. io.

sabato 3 gennaio 2009

propositi per il nuovo anno

devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare
devo studiare devo studiare
devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare
devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare
devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare
devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare devo studiare

giovedì 1 gennaio 2009

Orfani ora (Vinicio Capossela)

Ti prego chiamami tesoro adesso
mentre piove e l’aria è fredda
e ogni goccia d’acqua che mi sta bagnando
mi parla un po’ di te
sono giorni che cammino senza meta
portandoti per mano
se anche torneremo uguali a prima non importa se dovrò mandarmi in cenere
per ritornare a vivere
La pioggia mi feriva
e non avevo più parole
ora è diventata neve
e cade morbida..E io sono quello a cui
fai accender sigarette
e sono quello
per cui le hai accese tu
Il sano non crede al malato
e si annoia alla malattia
se avevi dei ricordi ora
ora son passati a me
e sono nudo per strada da quando non mi copre il tuo sguardo
E nuda è la strada e i binari e le insegne e nuda sei tu il mondo ora è nudo
se non lo copre il tuo sguardo
Siamo orfani ora
io te e la strada
se non si divide il buio
si tradira’ sempre la luce
Io te e la strada
se non si divide il buio
si tradira’ sempre la luce
E nuda è la strada e i binari e le insegnee nuda sei tuil mondo ora è nudo
se non lo copre il tuo amore
siamo orfani ora
Siamo orfani ora
io te e la strada
se non si divide il buio
si tradira’ sempre la luce
Ti prego chiamami tesoro adesso
mentre piove e l’aria è fredda
e sono giorni che cammino senza meta
portandoti nel cuore

buon anno


felice 2009 a tutti!!!