…parlo di sogni, che sono figli di una mente vagabonda, pieni soltanto di vana fantasia, fatta di una sostanza tenue come l’aria e più incostante del vento, che anche adesso corteggia il gelido seno del nord, poi si irrita e fugge via tornando al sud stillante di rugiada…

domenica 18 ottobre 2009

la sapienza e le azioni

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da un settimana queste tre cose mi perseguitano. Notizie positive hanno bussato alla mia porta, ma ora non so bene quanto siano positive, se devo mettere da parte la mia vita per praticare poche azioni che prima erano così lontane da me!!!! Davvero sento un pò di essere soffocato.
un lavoro ora ce l'ho, anzi due lavori. E mi vanno benissimo, per il momento (visto che uno non è così impegnativo e l'altro non l'ho ancora iniziato)
Lo studio, l'università, colei che dovrebbe essere il mio primo pensiero, la mia prima attività, o almeno la prima della lista, vede togliersi da sotto il naso gran parte della torta che gli avevo messo nel piatto e stava già assaporando con l'olfatto... giàggià perchè voglio davvero mettermi sotto!!! Spero non siano solo parole ti prego ti prego ti prego!
Sono così incasinato ora come ora che non so davvero cosa fare e come comportarmi. Un lavoro mi serve per forza, non posso rinunciarci, in questo momento poi... Ma le lezioni? Lo studio? Gli esami? Sono parecchio sballottato e agitato.
Però sono determinato a vedere cosa ne viene fuori, e soprattutto, sono convinto che se mi organizzo posso anche riuscire a fare tutto ciò che mi son promesso di fare.
Devo farcela. Basta organizzarsi. Ed io mi organizzo. Lo sto già facendo. Mi sto organizzando!!
Okay, ennesimo post inutile e pieno di seghe mentali. Ora si lavora. In tutti i sensi.

sabato 17 ottobre 2009

La mancanza di attività, scusate il giro di parole, non è certo quello che mi manca in questo periodo. Anzi, forse è la mia medicina. Non che abbia un costante bisogno di fare fare fare. Però odio stare in panchina, e so di esserci restato per molto tempo. Ci voleva una cosa come questa a svegliarmi dal torpore del'inettitudine più radicata. Un tempo, essere un inetto era anche divertente, poi lo si diventa e se ne vuole uscire. NON SI è MAI VERAMENTE FELICI.
Dire che preferirei continuare ad essere un inetto, ma avere ancora mio Padre con me, bhe, è la banalità più scontata. Molte persone mi sono vicine, dalle più desiderate, quelle che davvero voglio al mio fianco, che mi abbracciano, che mi tengono stretto e dicono niente perchè niente voglio sentire, fino a quelle che si fanno sentire solo attraverso il Network.
Colgo l'occasione per ringraziarle tutte. Allo stesso modo.

Poi ci sono io. Irrimediabilmente la mia testa cerca soluzioni. Scruto l'orizzonte, che ora è ancora più vasto, ma forse più vicino di prima. Devo essermi messo a correre per toccarlo, e non me ne sono reso conto. Però ultimamente il vento era più forte, e il freddo che ha portato, mi è servito a darmi una scrollata.
Sono ripetitivo, come sempre. Ma sono anche più maturo. Queste occasioni ti lacerano, ma ti fanno anche crescere.
Se sono veramente cresciuto, questo lo dico io, ma da fuori cosa si pensa? Non lo so. Non mi interessa.
Ora si agisce.
In bocca al lupo a me!

giovedì 15 ottobre 2009

Lontano lontano - Luigi Tenco

Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t'amavano tanto

E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po' in giro

E lontano lontano nel tempo
l'espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l'aria triste che tu amavi tanto

E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.

Mi manchi

mi manchi.

giovedì 8 ottobre 2009

Padre

La tua voce scura.
Che mi sprona
e incoraggia.
Non sei più distante ora che non ci sei più. Non più di quanto lo fossi prima.
Resta un solo vuoto, nella casa che con le tue mani hai reso nostra.

Ma solo nel corpo non ti vediamo.
Sei qui.

Per sempre. Ti voglio bene.

Tuo figlio.

giovedì 1 ottobre 2009

acrostico II


E sei distante, ma neanche tanto.
Sai che la nostra unicità ci rende
Uniti sempre.
Limiti di spazio, ostacolano
Il nostro contatto di corpi. Ma le nostre anime...

Lo sai.
Ti adoro esule.