lunedì 30 novembre 2009
venerdì 27 novembre 2009
Come parlo di te - Otto Ohm
chiedimi come parlo di te
quando non ci sei
quando senza pensarci nemmeno dico solo lei
piegami
tra i tuoi gatti pesanti tra i maglioni invernali
che non hanno ancora un posto dentro gli armadi
giura che
non vorresti vedere mai
il nostro amore dato in pasto all’abitudine
chissà
se poi ti basto per davvero
e senza una risposta scappi via
ed io rimango fermo ad ascoltare
qualcosa che non so spiegarmi come
se avessi vissuto soltanto per te, come
se avessi vissuto soltanto per
chiederti
come vanno le cose
se hai trovato il parcheggio
se ti trattano bene dentro a queste ore
pensami
quando hai poco da dire
se ti senti diversa
quando emergi a fatica senza una risposta
cercami
dove tu non guarderesti mai
dove la sera sta abbracciando una vertigine
chissà
se poi ti basto per davvero
e senza una risposta scappi via
ed io rimango fermo ad ascoltare
qualcosa che non so spiegarmi, come
se avessi vissuto soltanto per te
se avessi vissuto soltanto per te
se avessi vissuto soltanto per te
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abejandrea
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giovedì 26 novembre 2009
Pic for words

Guarda quest'immagine, siamo noi, forse potremmo esserlo. Potrei scrivere decine di parole inutili e scontate sull'importanza del nostro rapporto, sul fatto che sei unica e spciale e che ti sostengo e tutto quanto, ma non lo farò. La verità la conosciamo solo noi due.
Esule... Ti adoro. E camminerei su un precipizio per te. Con te.
Sulle rotaie lo sto già facendo.
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domenica 15 novembre 2009
Stringimi
Abbiamo cantato in silenzio.
Se con le ali potrò volare, senza potrò toccare il cielo solo guardandolo. Il mio potere è dentro il mio pensiero. Sono io a decidere i nomi delle cose. Scrivo col sangue dei miei amori patiti e ormai putrefatti al sole di un inverno, questo, che ancora bussa indeciso dietro la porta. Le vite vissute, tutte sognate, erano la mia vita, ma in secoli lontani da me. Tutte le mille volte che ho parlato di te. Tutte le mille volte che ho guardato allo specchio. Il mio volto mi ha sorriso. Sia con lacrime, sia con l'amore negli occhi. I colori sbiaditi dal flash della memoria. Il sapore più tenue, l'odore meno acre, la pelle asciutta e il sesso sgonfiato dall'eccitazione.
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mercoledì 4 novembre 2009
orgasmo di dio
Sono stato graffiato dal tuo sorriso
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martedì 3 novembre 2009
Addio Alda Merini
Riporto qui un'articolo de "La Stampa".
Non ho parole per descrivere questa somma di dolore che mi accompagna. La Poesia ha perso una grande scrittrice. Io un modello da seguire.
Vorrei dare un colore particolare alle prime righe dell'articolo, della stessa poetessa, che dovevano comparire sul sito ufficiale nei prossimi giorni.
Considerata una delle più grandi
scrittrici del novecento era stata
ricoverata nel reparto di oncologia
dell'ospedale San Paolo di Milano
MILANO
«Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace di cambiare di misura». Sono queste le parole che Alda Merini, la grande poetessa scomparsa oggi a Milano, aveva scelto per la hompage del suo sito ufficiale, accanto ad una immagine molto intensa, in bianco e nero, con l’immancabile sigaretta in mano e la altrettanto inseparabile collana di perle al collo.
Del resto, in questo mettere insieme regole borghesi e trasgressione era l’anima della sua opera dolorosa, segnata dall’esperienza della follia e del disagio fisico ed economico, in un ventennale entrare e uscire da ospedali psichiatrici tra gli anni Sessanta e Settanta. «Sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio», scriveva in una componimento intitolato Poesia e la sua instabilità si traduceva in versi ad altissima intensità emotiva, spesso erotica, sin a partire dai primi componimenti, semplici, lineari, di pochi versi.
Alda Merini ha iniziato a comporre le prime liriche giovanissima, a 16 anni. Il suo primo incontro con il mondo letterario avvenne quando Silvana Rovelli, cugina di Ada Negri, sottopose alcune delle sue poesie ad Angelo Romanò che, a sua volta, le fece leggere a Giacinto Spagnoletti, considerato lo scopritore della poetessa. La prima raccolta di poesie di Alda Merini: "La presenza di Orfeo", pubblicata nel 1953, ebbe subito un grande successo di critica. Il suo capolavoro è però considerato "La Terra Santa" che le è valso, nel 1993, il Premio Librex-Guggenheim "Eugenio Montale" per la Poesia.
Altre sue raccolte di versi sono "Testamento", "Vuoto d’amore", "Ballate non pagate", "Fiore di poesia 1951-1997", "Superba è la notte", "L’anima innamorata", "Corpo d’amore", "Un incontro con Gesu", "Magnificat. Un incontro con Maria", "La carne degli Angeli", "Più bella della poesia è stata la mia vita", "Clinica dell’abbandono" e "Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati".
Nella sua carriera artistica, Alda Merini si è cimentata anche con la prosa in "L’altra verita". "Diario di una diversa", "Delirio amoroso", "Il tormento delle figure", "Le parole di Alda Merini", "La pazza della porta accanto" (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996), "La vita facile", "Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi" e "Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta" e con gli aforismi "Aforismi e magie". Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall’Academie Francaise e ha vinto il Premio Viareggio. Nel 1997 le è stato assegnato il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.
Vi lascio con due poesie, tra l emie preferite, di Alda.
Vorrei un figlio da te che sia una spada
lucente, come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue e che risolva
più quietamente questa nostra sete.
Ah, se t’amo, lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo
e fiorita son tutta e d’ogni velo
vo scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.
Ma il mio cuore, trafitto dall’amore
ha desiderio di mondarsi vivo.
E perciò dammi un figlio delicato,
un bellissimo, vergine viticcio
da allacciare al mio tronco, e tu, possente
olmo, tu padre ricco d’ogni forza pura
mieterai liete ombre alle mie luci.
era la comunione con la terra.
Bevevo con la mia magnifica
esultanza
guardando i suoi occhi neri
che fuggivano come gazzelle.
E mai coltre fu più calda e lontana
e mai fu più feroce
il piacere dentro la carne.
Ci spezzavamo in due
come il timone di una nave
che si era aperta per un lungo viaggio.
Avevamo con noi i viveri
per molti anni ancora
i baci e le speranze
e non credevamo più in Dio
perché eravamo felici.
Grazie Alda.
sognato, concretizzato e realizzato da
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What dreams may come.

Il dolore è l'unica cosa che non si attenua. Tutte balle quelle che ti sussurrano tra l tue lacrime, quando lasci tracce di umido sui solo abiti, tra i oro capelli. Tutte balle. E a te non resta che versarne ogni notte, a volte poco, a volte molte. Ormai non puoi più farne a meno.
Basta un ricordo, prima un sorriso e poi il desiderio irrefrenabile di stringerlo, dirgli che lo vuoi lì accanto.
La morte è una fregatura.
E a noi, a me non resta che un ricordo sbiadito, e il mancato abbraccio di un padre che se n'è andato via troppo presto.
Anche dopo un mese, non ha senso smettere di soffrire. Non avrà mai senso smettere di soffrire.
La morte è una fregatura. Ma solo per chi morto non lo è ancora.
Ma... c'è un ma...
"Alle volte, quando si perde... si vince"
Sono più forte, e lo devo solo a te, ai tuoi silenzi e ai tuoi sguardi. Le lacrime si asciugano, il tuo ricordo no. Mai.
Tuo Figlio
sognato, concretizzato e realizzato da
abejandrea
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